L’omicidio a sfondo sessuale disorganizzato

omicidioIl termine “disorganizzato”, quando viene utilizzato per descrivere un omicidio a sfondo sessuale, si basa sugli stessi principi che definiscono un crimine organizzato: analisi della vittima e della scena del crimine, valutazione forense e dell’azione stessa. La natura spontanea, e non pianificata, di un offender disorganizzato è manifestata in ognuno di questi fattori. Questa disorganizzazione può essere causata dalla giovane età dell’offender, dalla sua mancanza di preparazione nel commettere l’omicidio, dall’assunzione di droghe o alcool, o da una deficienza mentale.
La vittima di un offender disorganizzato può essere conosciuta dall’offender stesso che, spesso, sceglie una vittima occasionale che si trova nelle vicinanze della sua residenza o del posto di lavoro. La vittima, di solito, proviene dalla stessa area geografica dell’offender, visto che questo genere di aggressore agisce d’impulso a causa dello stress e anche perché trae sicurezza dagli ambienti a lui familiari che rinforzano i suoi sentimenti di inadeguatezza sociale. Se le vittime sono molteplici, la loro età, il sesso e altre caratteristiche presenteranno molte discrepanze, a causa della natura più casuale del processo di selezione. Il fattore rischio per una vittima di un omicidio a sfondo sessuale disorganizzato è difficile da classificare poichè anche il solo attraversare il cammino dell’offender eleva il rischio della vittima. Un individuo diventa in genere una vittima del caso, poiché si trova nel luogo sbagliato al momento sbagliato.
La scena del crimine di un omicidio a sfondo sessuale disorganizzato riflette la natura spontanea, e talvolta simbolica, dell’omicidio. È casuale, trascurata, con molto scompiglio. Il luogo della morte e la scena del crimine spesso sono gli stessi. Il luogo in cui si trova la vittima è, il più delle volte, conosciuto perchè si tratta di un posto che la vittima frequenta quotidianamente ed è lì che è stata sorpresa dal suo aggressore. Ci sono tracce di un’improvvisa violenza nei confronti della vittima e di un attacco a sorpresa. Possono esserci segni di depersonalizzazione, nel caso di presenza di un cuscino o di un asciugamano sulla faccia o, per esempio, se il corpo viene ripiegato su se stesso.
Non ci sono piani d’azione per sviare le indagini. L’arma utilizzata è di convenienza, trovata e lasciata sulla scena. Gli sforzi per eliminare le prove sono minimi o nulli e ci possono essere impronte digitali sulla scena. Il cadavere viene lasciato sul luogo del delitto, spesso nella stessa posizione in cui la vittima è stata uccisa. I tentativi di nascondere il corpo sono ridotti o completamente assenti.
Anche in questo tipo di omicidio, come abbiamo visto per quello organizzato, può esserci la presenza dello staging. Può essere coinvolta un’attività criminale secondaria, ma di solito è indicativa di un offender meno complicato (gli offender disorganizzati hanno in genere un’intelligenza sotto la norma) o di un tentativo di staging per depistare le autorità.

Il cadavere può essere depositato o posizionato in modo che manifesti un significato speciale per l’offender, basato sulle sue violente fantasie sessuali. Questa disposizione può voler esprimere una sua rappresentazione mentale oppure oscurare dei fatti circa il crimine (come celare i segni di una mutilazione postmortem rispetto a cui si trova a disagio). Questi fatti non devono però venire confusi con lo staging, poiché l’offender in questi casi concepisce un’espressione personale (la c.d. personificazione del crimine), ma non cerca deliberatamente di confondere la polizia. Un altro esempio di personalizzazione di un offender disorganizzato, riguardo le sue rituali fantasie sessuali, sono le mutilazioni eccessive di seni, di genitali o di altre aree a rimando sessuale, come cosce, addome, natiche e collo. Tali zone potrebbero essere portate via. L’overkill, quindi, è l’espressione di queste sue fantasie.
L’offender disorganizzato è in genere socialmente inetto e prova un forte senso di inadeguatezza. Questi sentimenti di deficienza lo spingono ad aggredire la vittima con un’imboscata o un attacco a sorpresa, che immobilizza immediatamente la vittima. Le ferite inflitte in un omicidio a sfondo sessuale disorganizzato sono provocate nel momento in cui l’offender si sente più a suo agio e meno intimidito dalla vittima. Questo si verifica quando la vittima è incosciente, mentre sta per morire, o dopo la morte. Inoltre, anche le aggressioni sessuali hanno luogo in questi momenti per gli stessi motivi.
Un’aggressione a sorpresa, comune in questo tipo di omicidio, può essere manifestata da un trauma causato da un colpo alla testa o al viso, inferto con un oggetto smussato e dalla mancanza di ferite da difesa. La maggior parte di queste aggressioni viene fatta alle spalle. Dato che la morte è immediata, anche il controllo della vittima e l’utilizzo di legature e strumenti di costrizione è minimo.
Gli atti sessuali coinvolgono spesso l’inserimento di corpi estranei negli orifizi del corpo (c.d. necrofilia di inserimento). Questa è spesso poi unita alle azioni di mutilazione descritte prima. Dato che queste azioni spesso non coincidono con atti completi di penetrazione, tracce di liquido seminale possono essere rinvenute sugli indumenti della vittima o, meno frequentemente, sulle ferite. Le morti più frequenti avvengono in conseguenza di asfissia, strangolamento, percosse o di utilizzo di uno strumento appuntito o tagliente.
L’offender disorganizzato di solito vive da solo o con una figura genitoriale. Vive o lavora nelle vicinanze della scena del crimine. Ha un passato di fallimenti sul lavoro. Il suo background dimostra una mancanza di abilità interpersonali, che possono manifestarsi nel coinvolgimento in una relazione con un partner molto più giovane o più vecchio di lui.
Le circostanze antecedenti al crimine dimostrano un livello di stress situazionale minimo e un cambiamento nello stile di vita. Viene considerato strano da coloro che lo conoscono in quanto, di solito, questo tipo di offender è trasandato e disordinato, con strane abitudini notturne, come il girare a vuoto per il quartiere. Il comportamento a seguito del crimine può variare nelle abitudini alimentari, nel bere (maggiore consumo d’alcool) e nel livello di nervosismo. Può mostrare inoltre un interesse inappropriato per il crimine, incentrando spesso le sue conversazioni sull’accaduto.
In sostanza, un comportamento disorganizzato può essere evidente nella scelta delle vittime, nella scena del crimine e nelle prove forensi e può essere causato per la giovane età, l’abuso di droghe o di alcool, fattori esterni di stress (per esempio, la paura di essere scoperti) o una mancanza di preparazione dell’offender.

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Informazioni su Roberto Loizzo

Avvocato e Criminologo Forense. Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari “A. Moro”, con tesi di laurea su “Le prove non disciplinate dalla legge: le prove scientifiche”; Criminologo Forense con titolo conseguito presso l’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza (VA), con tesi di laurea su “L’abuso sessuale infantile: giurisprudenza e mezzi di contrasto; Lavora nell’ambito penale occupandosi di criminalità e minori; Autore di articoli con analisi criminologica dei fatti di cronaca per le testate giornalistiche Barilive.it e CorrieredellePuglie.com; Docente presso Master Universitario di I e II livello in Criminologia Sociale alla PST BIC di Livorno per a.a. 2011 – 2012; Vice Presidente Associazione Culturale InformAEticaMente Vincitore di Principi Attivi 2012; Presidente Sezione Bari Associazione ONLUS "Sentieri delle Legalità" Per info, contattatemi all’indirizzo mail [email protected]

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